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La musica un linguaggio universale


Attraverso la nostra collaboratrice Snežana Tintor stiamo sostenendo un progetto realizzato dalla Foundation IVC - Centro del volontariato per l'integrazione di Belgrado (Serbia) per bambini con problemi speciali e disabili dell'asilo statale "Corona" di Belgrado. Il progetto dal nome "Abbraccio, come il ponte che unisce le diversitá", consiste in laboratori realizzati da vari professionisti, tra cui appunto Snežana che è docente di violino e musicoterapeuta, e Nataša Lukić, istruttore di Joga della risata con i piú piccoli.

Il progetto, che dura due anni, é stato recentemente premiato nel Congresso internazionale dei difettologi in Serbia per i risultati positivi riscontrati, in particolare, nel miglioramento della comunicazione da parte dei bambini.

LA MUSICA UN LINGUAGGIO UNIVERSALE, VERSO L'ASSOLUTO

Ogni uomo, ogni bambino porta in sé qualcosa di esclusivamente proprio, ha il proprio ritmo, la propria dinamica, il proprio tempo, la propria musica particolare. Il mio punto di partenza è quello dell'attenzione sospesa in aria, della mia presenza interiore: ho nella mente il bambino con la sua storia, il suo ambiente e sono aperta a ciò che può emergere dal momento presente.
Dagli anni Settanta, nelle scuole e nelle diverse istituzioni educative si sta diffondendo ampiamente l’uso della musicoterapia per un migliore sviluppo emotivo e cognitivo di bambini, adulti e anziani.
La musica infatti, superando i filtri logici e analitici della mente, riesce ad entrare direttamente in contatto con i sentimenti e le passioni più profonde e a stimolare la memoria e l’immaginazione, fino a provocare vere e proprie reazioni fisiche. Durante la musicoterapia emergono le abitudini, i significati palesi e inconsapevoli, le aspirazioni che rendono così l’esperienza sonoro – musicale molto meno banale di quanto possa apparire inizialmente.

Soprattutto per quanto riguarda i bambini e le persone affette da malattie mentali e comportamentali, la terapia musicale è molto efficace perché attraverso il gioco, la musica e il movimento si creano delle dinamiche che migliorano la sfera relazionale attraverso un’interazione continua con il musicoterapeuta e i componenti del gruppo, favorendo così il benessere psico – fisico di ogni individuo. La musicoterapia è un ottimo strumento anche per favorire l’integrazione sociale e culturale, perché è più immediato rispetto a quello verbale. Persone che non parlano la stessa lingua possono trovarsi a condividere emozioni e stati d’animo che permettono la migliore comunicazione. Oggi essa è consigliata a partire dalla scuola primaria perché le classi ormai sono sempre più multietniche.

La musicoterapia mi piace come pratica per raggiungere il benessere psico-fisico di ogni persona, indipendentemente dalle problematiche riscontrabili. Come già detto prima, ognuno di noi ha una propria identità sonora è infatti é importante per aprire diversi i canali di comunicazione per giungere a uno sviluppo delle proprie capacità, un rafforzamento dell’Io, un miglioramento delle relazioni interpersonali e della socializzazione. Ancora negli anni venti da Rudolf Steiner, viene usata nella medicina antroposofica, chiamata metodologia euritmica, per sottolineare come la musica fosse già utilizzata da tempo in ambito pedagogico per facilitare un migliore sviluppo cognitivo – comportamentale nei bambini.

Si riteneva già che l’ascolto attivo e la pratica musicale associata al movimento corporeo aiutassero a sviluppare la creatività e le potenzialità cognitive, ritenute una chiave per il raggiungimento dell’equilibrio psico-fisico. Ci sono delle musiche che suscitano allegria, spensieratezza, buon umore e altre che producono sensazioni più tristi proprio per gli specifici contenuti mentali che la musica stessa evoca. La terapia musicale diviene un ottimo sostegno soprattutto per i bambini con i problemi comportamentali, relazionali e con handicap dichiarati, facilitando l’integrazione e l’apprendimento, poiché offre una ricca serie di possibilità espressive, in quanto veicolo dei flussi emozionali dell’immaginario individuale e collettivo.

Può essere creata all’interno di spazi con l’intero gruppo, ma poi si può crea un ambito operativo più ristretto per i soggetti con particolari problematiche. Per i bambini autistici è stato dimostrato che la musicoterapia ha portato parecchi benefici a livello relazionale e cognitivo facendo uscire questi soggetti dal loro silenzio e dal loro isolamento.

Oggi , tutti i genitori, insegnanti e terapeuti dovrebbero con amore contribuire allo sviluppo della personalità del bambino e della comunicazione tramite linguaggi, perchè, al dì là di aspettative, i programmi, metodologie, egli sia considerato come individuo, con una storia corporeo - sensoriale che bisogna imparare a leggere.

Snezana Tintor - Docente di violino, insegnante di musica, concertista, terapeuta.