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CICLO DI INCONTRI PER NEO-GENITORI A GUBBIO – MAGGIO 2019

A Maggio 2019 abbiamo organizzato a Gubbio (PG) un ciclo di incontri per neo-genitori incentrato sul tema dell'educazione, tenuto dalla nostra collaboratrice Alice Valeri. Di seguito riportiamo una sintesi dei temi trattati in questo primo ciclo al quale è seguita una nuova programmazione di incontri mensili, iniziata nel mese di Settembre. 

Soffermandoci sui principi della Pedagogia Steineriana, basilari per una crescita corretta del bambino, si è posta l'attenzione sulla prima fase di sviluppo dell'uomo, fondamentale in quanto è appunto nell'arco dei primi tre anni di vita che egli acquisisce le capacità che gli danno la possibilità di divenire un essere umano: quella nel primo anno del camminare, nel secondo del parlare e infine nel terzo la più meravigliosa, la nascita del pensiero. 

 

Il neonato nei primi nove mesi dopo la nascita vive i primi contatti con il mondo esterno, mentre prima tutto veniva filtrato dalla mamma. Tutti i suoi sensi vengono fortemente stimolati, soprattutto quello del tatto. Mentre st

ava nel grembo materno, calciando riusciva a comprendere che lui ha dei confini. Per questo la fasciatura, oggi caduta in disuso, è di fondamentale importanza, poichè gli dà la possibilità di percepire questi confini.  Quando lui stesso riesce a togliersi le fasce allora sarà pronto per farne a meno.
Spesso imponiamo i nostri ritmi al bambino, quando in realtà rispettare i suoi ritmi è la regola. Accelerare le tappe della sua crescita è dannoso e rischia, al contrario, di rallentarlo. Svilupperà la necessità di essere costantemente aiutato, a ottenere tutto subito e non avrà la capacità del saper attendere e del saper rialzarsi. Deve imparare a sperimentare e noi dobbiamo garantirglielo.

Dopo la nascita ha una mobilità non ancora organizzata e compie piccoli movimenti.  L'apprendimento del camminare segue uno sviluppo graduale: comincia col tenere sù la testa, poi riesce a muovere le braccia e con le mani ad afferrare le cose, infine scopre le gambe, si mette seduto e piano piano si alza provando a compiere i primi passi. In questa maniera conquista lo spazio e pone fine alla sua condizione di lattante.

Il secondo step è l'apprendimento del linguaggio ed il parlare. Il linguaggio dell'uomo compare in modo triplice: come espressione di quanto vive quale essere animale; come espressione della facoltà che può attribuire un nome a tutte le cose del mondo; come espressione di quella potenza che tenta di incontrare sé stessa nel parlare, e attraverso questo processo il linguaggio diviene confronto con sé stesso e con gli altri.

Quando inizia a parlare, dai 12/14 mesi, pronuncia parole che comprendono molti significati e li riporta sempre a qualcosa che lui vuole o che lo riguarda. Dai 18 ai 24 mesi nomina le cose. Tutto viene nominato ed è pervaso dalla gioia delle nuove scoperte. 

Il linguaggio forma il pensiero, quindi la costruzione sintattica corretta di una frase lo aiuterà ad avere un pensare lineare ed un ragionamento corretto da grande. 

Questa fase è molto importante, in quanto vive nel periodo dell'ordine ed è importante che anche l'ambiente circostante lo sia.

Nel terzo anno diviene cosciente. Inizia a giocare mentre prima, semplicemente, afferrava i giochini intorno a lui. Imita il mondo degli adulti aumentando la propria fantasia. 

Il gioco è terapeutico in quanto in esso il bambino riversa tutte le situazioni vissute. Osserevandolo mentre gioca, potremo capire le dinamiche che vanno modificate nel modo che abbiamo di relazionarci con lui. In questa fase, il modo migliore per farlo sentire voluto ed amato è quella di giocar con lui il più a lungo possibile e fare tutto quello che ci chiede. Alla fine si fiderà di noi, perchè capirà che sinceramente, nell'anima, vogliamo stare con lui.

Alla fine del terzo anno avrà compiuto una triplice conquista. Con la forza del capo riuscirà a ricordare. Con la sua organizzazione costruirà frasi e veri e propri colloqui ed, infine, riuscirà a sfruttare la fantasia. Tutto questo lo porterà al pensare. Attraverso il ricordo, il parlare e la fantasia cresce il più alto dono offerto all'uomo. Il conoscere. In questo processo di risveglio l'essere umano diviene cosciente di sé stesso e per questo motivo il bambino inizia a dire "IO".

 

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